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Il buono, il brutto e il cattivo. Quando il sottopancia diventa un rebus.

Il buono, il brutto e il cattivo. Quando il sottopancia diventa un rebus.

Sono finiti i tempi in cui il sottopancia si limitava ad essere una semplice attrezzatura il cui scopo era quello di fissare la sella e tenerla ferma nella posizione corretta. Oggi la scelta del sottopancia deve tenere conto di diversi fattori tra i quali in primis la conformazione fisica del cavallo, la sensibilità a determinati materiali, la forma, il materiale di cui è composto, l’acidità del sudore, e solo in ultimo il gusto estetico del cavaliere. Cerchiamo di fare chiarezza.

In cuoio o sintetico?

Il cuoio è un grande classico, ed è un materiale che se ben curato dura una vita,  se ingrassato e oliato periodicamente col tempo può diventare un vero e proprio guanto, oltre ad essere un materiale dermatologicamente molto ben tollerato da gran parte dei cavalli. Nel mercato negli ultimi anni sono entrate attrezzature in cuoio a concia naturale, la cui differenza sostanziale con la concia tradizionale è l’eliminazione dell’utilizzo della formaldeide, sostanza ritenuta dannosa per l’ambiente. La concia vegetale utilizza invece acidi che si trovano in natura all’interno di alcune specie di piante e sono considerati biodegradabili e non tossici.

Il Neoprene è un materiale sintetico molto morbido ed estremamente flessibile, inoltre richiede pochissima manutenzione, si lava e si asciuga in un attimo, oltre a poter essere tranquillamente infilato in lavatrice. Unica nota negativa, trattiene il sudore, pertanto se non lavato con regolarità potrebbe causare alla lunga irritazione alla pelle. I sottopancia in materiali sintetici a nido d’ape migliorano la traspirazione, ma potrebbero risultare per le pelli più sensibili leggermente abrasivi, pertanto si consiglia l’utilizzo di un guscio in agnello (vero o sintetico, non c’è alcuna differenza se non nella manutenzione).

Sagomato o dritto?

I sottopancia anatomici sono in assoluto i migliori sul mercato, il loro taglio permette maggior movimento dell’arto, oltre a prevenire pieghe, pelle pizzicata, irritazioni e con la loro parte centrale più larga, danno una maggiore distribuzione delle pressioni sullo sterno e sui pettorali.  Il canonico sottopancia di taglio dritto non offre questa libertà di movimento ma resta ugualmente un buon supporto per la sella soprattutto per quei cavalli che non mostrano particolari insofferenze durante la chiusura o irritazioni da pieghe, e soprattutto nel caso in cui la sella vesta perfettamente la schiena del cavallo. I sottopancia con una forma curva o a spicchio di luna sono indicati per quei cavalli che hanno una cassa toracica molto prominente o un dorso corto.

I gusci in agnellino naturale o sintetico.

L’agnello o il montone naturale regolano la temperatura, sono ben tollerati anche dalle pelli più sensibili, e assorbono il sudore in modo molto efficace. Nota negativa è la manutenzione, essi infatti richiedono un lavaggio con ciclo delicato o a mano. Si consiglia di acquistare sottopancia con un guscio in agnello perfettamente sagomato sul modello scelto (spesso vengono venduti insieme) in modo tale da evitare pieghe o scivolamenti del guscio che potrebbero provocare fastidiose fiaccature. Se invece avete un sottopancia ben collaudato al quale volete abbinare un guscio in agnello, se ne consiglia l’acquisto di uno con parte in gel antiscivolo, che andrà posta a diretto contatto col sottopancia.

Come faccio a capire se è della misura giusta?

Indipendentemente dal fatto che sia un sottopancia da salto (lungo) o da dressage (corto), se la misura è corretta lo si può semplicemente capire da come viene fissato alle cinghie dei riscontri, i buchi devono essere gli stessi per entrambi i lati, il sottopancia deve quindi essere perfettamente centrato, e le cinghie chiuse in modo simmetrico.

Per un sottopancia da salto, le fibbie non devono essere troppo sotto la vostra coscia, ma una volta chiuso e fissato, devono ancora rimanere almeno 2 buchi disponibili per lato nei riscontri.  Al di sotto della piega dell’incavo del ginocchio, ci dovranno essere circa 2 o 3 buchi dalla fine dei riscontri . Se sottopancia e riscontri sono troppo lunghi, verrà inevitabilmente  a mancare la stabilità della sella.

Per un sottopancia da dressage, idealmente devono esserci almeno 3 o 4 dita tra la fine del sottopancia e la fine del quartiere della sella, per entrambi i lati, oppure 2 dita dal bordo del sottosella, le fibbie devono quindi essere più in alto della linea della punta del gomito.

Al di là del modello e dei materiali, ci sono altri fattori di cui bisogna tenere presente quando si acquista un sottopancia.

Larghezza. Più il sottopancia è largo, meglio è in quanto darà al cavallo più comfort e stabilità, distribuendo correttamente le pressioni su una superficie più ampia.

Imbottitura. Ci sono diversi tipi di imbottitura quali ad esempio il gel o il memory foam, entrambi studiati per adattarsi al meglio al corpo del cavallo, riducendo i punti di pressione. Quando si sceglie un sottopancia da dressage, cercate di acquistarne uno che abbia l’imbottitura che si prolunga oltre le fibbie, in modo da evitare abrasioni o pizzicate alla pelle.

Elastici. Alcuni sottopancia hanno pannelli centrali elasticizzati per distribuire le pressioni in modo omogeneo su tutta la superficie, permettendo al torace di espandersi e contrarsi per una migliore respirazione, oltre che a mantenere la sella centrata e ferma. I sottopancia con gli elastici ai lati hanno una funzione molto simile, mentre quelli con elastico solo da una parte potrebbero agire in modo asimmetrico, a meno che la sella non vesta in modo perfetto.

Fibbie. Si consiglia di scegliere sempre fibbie in acciaio inox con rullo scorrevole, ormai presenti nel 90% dei sottopancia, in modo da permettere alla cinghia in cuoio di scorrere e non rovinarsi al momento della chiusura.

Pulizia. Dal momento in cui i sottopancia sono del tutto a contatto con la pelle del cavallo, la pulizia deve essere impeccabile e regolarmente eseguita. I batteri del sudore potrebbero essere molto dannosi.

Da massoterapista equina quale sono non posso fare a meno di spendere due parole su una corretta chiusura del sottopancia, e di porre la vostra attenzione sulle reazioni del vostro cavallo nel momento in cui si stringe. Sembrano manovre quotidiane e basilari, ma spesso vengono sottovalutati alcuni segnali di dolore, o non si fa attenzione al corretto posizionamento della sella. Seguirà un post completamente dedicato ai muscoli coinvolti nel movimento della spalla e degli arti anteriori, e quanto essi possano essere inibiti nel loro potenziale da un sottopancia sbagliato. Per ora accontentatevi di queste righe introduttive all’argomento.

Quanto stringere?

Una volta scelto il giusto sottopancia, bisogna avere cura anche nella sua chiusura. Bisogna tirarlo con gradualità e stare attenti alle reazioni che potrebbe avere il cavallo. Si consiglia sempre di stringerlo un buco alla volta, in modo da abituare il cavallo gradualmente alla sensazione di compressione, meglio stringere gradualmente da entrambi i lati piuttosto che repentinamente solo dal lato sinistro. Se il sottopancia veste il cavallo perfettamente, sarà posizionato al centro, fermato agli stessi buchi dei riscontri. La simmetria prima di tutto. Se il sottopancia è stretto al punto giusto, deve passare una mano piatta tra il sottopancia e il costato del cavallo, da entrambi i lati.

Il sottopancia una volta chiuso, dovrà essere almeno a 4 dita di distanza dalla punta del gomito, se lo vedete ad una distanza inferiore, significa che la sella è stata posizionata troppo in alto e verosimilmente sul garrese, impedendo la libertà di movimento della spalla.

E se il cavallo è insofferente?

Le cause potrebbero essere di tipo comportamentale nel migliore delle ipotesi, nel caso si tratti ad esempio di uno stallone, una femmina, o comunque un cavallo di carattere, o con brutte esperienze alle spalle. Ci sono invece casi in cui il disappunto mostrato dal cavallo durante la chiusura del sottopancia come ad esempio, irrigidimento della schiena, digrignare i denti, schiacciare indietro le orecchie potrebbe essere segnale di dolore, verosimilmente alla schiena, alla zona del garrese, a un problema di kissing spine o dolori di varia natura dati dal lavoro scorretto, muscolatura inadeguata, sella sbagliata. Studi veterinari includono tra le probabili cause anche problemi di ulcera gastrica, più difficile da diagnosticare e ricondurre a determinati comportamenti manifestati quando si chiude il sottopancia.

Tutti i sottopancia e gli accessori che vedete nelle immagini sono reperibili (insieme ad altri) in negozio. I prezzi ormai vanno incontro a tutte le esigenze e a tutti i portafogli, a Grey Horse sta sempre molto a cuore il rapporto qualità prezzo, e la regola della Q = Qualità e non Quantità.