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Il valzer delle coperte.

Il valzer delle coperte.

Come, quando e quanto coprire il proprio equino è il dubbio amletico che affligge tutti noi in questa stagione, soprattutto quando la sera rinfresca parecchio, ma durante la giornata il clima è ancora mite, per non parlare dell’arrivo dell’inverno…

Iniziamo a vedere i pro – per non chiamarle vere e proprie gioie – delle coperte, che siano da box oppure da paddock.  I pro sono molto semplici ed apprezzabilissimi… mantengono il cavallo al caldo, lo tengono pulito (gli amici proprietari di un grigio lo sanno molto bene), lo riparano dalle intemperie in caso viva fuori. Contro veri e propri in realtà non ce ne sono, chi vuole gestire il cavallo nel modo più naturale giustamente dirà che il cavallo teme poco il freddo e sopporta male il caldo, che la natura gli ha dato il pelo e una perfetta termoregolazione, niente di più vero. Certo che se il cavallo lo tosate, va da sé che debba essere adeguatamente coperto.

Le coperte che non dovrebbero mai mancare nel cassone sono tre: cotone, 200 grammi e 400/500 grammi. In commercio ci sono modelli per tutti i gusti, ormai la maggior parte di quelli da box sono in tessuto antistrappo (maggiore è il numero di denari, più avrete garanzia di resistenza), e quelli da paddock sono antistrappo e impermeabili, ma quali sono i dettagli a fare la differenza? Ecco un breve elenco:

1 – Lo spacco sulla spalla, a soffietto: dà più libertà di movimento, soprattutto quando il cavallo si sdraia nel box, si rotola, evitando che tiri sulle spalle e provochi fastidiosi strappi. In commercio ci sono anche senza spacchetto, costano meno, ma hanno un po’ la comodità di una camicia di forza.
2 –  Cinghie, sottopancia e coscia: aiutano a tenere la coperta ferma, onde evitare che si sposti o si giri tutta da un lato dopo una rotolata, o una sana dormita coricati. Mi raccomando, chiudetele con la giusta tensione… una cinghia troppo molle che fa la “pancia”, potrebbe essere pericolosa durante il rotolamento in quanto un posteriore potrebbe incastrarvisi dentro. E noi sappiamo molto bene quanto i cavalli siano autolesionisti, soprattutto nelle modalità più assurde ed impensabili.
3 – Chiusure anteriori: l’importante è che siano in nylon e che i moschettoni siano facili da aprire anche con una mano, se teniamo dall’altra il cavallo con una lunghina, che ci permettano di trafficare senza diventare matti, ma che siano sufficientemente sicure e salde perché non si aprano autonomamente. E soprattutto se il cavallo vive all’aperto, tenetele pulite.
4 – Il copri coda: più utile nelle coperte da paddock che in quelle da box, tiene la coda al riparo da vento e pioggia.
5 – Imbottiture anti fiaccatura sul garrese: in lana, agnello sintetico, pile o montone, evitano sfregamenti e fastidiose per non dire antiestetiche fiaccature, soprattutto nei cavalli tosati o particolarmente delicati. Esiste in commercio il copri spalle in lycra, valido alleato per scongiurare questi fastidi.

Il cavallo si spela o nel peggiore dei casi si fiacca? Oltre ad essere un problema di sensibilità della pelle – i sauri notoriamente sono più soggetti a questi inconvenienti – una volta escluso il fatto che non sia la tosatura a dare noie, bisogna cominciare a pensare che la coperta sia inadeguata. Le spelature più comuni sono visibili sulle spalle, sul garrese, sulle anche. Se vediamo insorgere antiestetiche macchie dove il pelo non è omogeneo, esso è dato da uno sfregamento o una vestibilità della coperta errata. Ad esempio, se vediamo che la zona delle spalle comincia a spelarsi, significa che la chiusura anteriore viene lasciata troppo larga, facendo scivolare all’indietro la coperta e facendo una sorta di “V” sotto il collo. Questo scivolamento all’indietro della coperta potrebbe portare a una disomogeneità, concentrando tutto il peso verso le anche, le quali potrebbero anch’esse mostrare una perdita di pelo. La fiaccatura da coperta sul garrese è abbastanza comune ma anche la più difficile da risolvere. L’ideale è acquistare una coperta che copra oltre il garrese, quindi che vesta anche buona parte del collo, o che lasci del tutto libera la zona. Un valido aiuto lo troviamo nei copri spalle in lycra, che attenuano gli sfregamenti e tengono libera la pelle da attriti .

Come scegliere quindi la coperta dal fitting perfetto? Con alcuni semplici accorgimenti:
– quando la chiudiamo davanti, non deve tirare verso il dorso, ma deve restare ben salda ma allo stesso tempo morbida.
– per non avere antipatiche fiaccature sul garrese, una volta posizionata e allacciata la coperta, con la mano dobbiamo passare comodamente sopra al garrese senza sentire pressioni. Se la nostra mano scivola sulla zona senza incontrare difficoltà, è la coperta giusta.
– per capire se la misura è giusta basta controllare che la parte posteriore non scivoli esageratamente verso il fondo della coda, e che la pancia e le spalle siano coperte, ma senza esagerare, ricordiamoci sempre che il cavallo deve potersi muovere liberamente in box e fuori senza impedimenti.

Come capisco se il cavallo ha freddo o caldo sotto la coperta? Continuate a seguire il blog e a breve parleremo della termoregolazione.