L’abito fa il monaco

L’abito fa il monaco

La premessa è molto semplice: che sia un cavallo da centinaia di euro o un ronzino salvato dal macello, vederlo in ordine, pulito e toelettato ci fa gongolare non poco. Sì lo so che un cavallo sporco molto probabilmente è un cavallo felice perché passa parte della sua vita in paddock, ma se ogni tanto gli si dà una pulita e una sistemata non muore nessuno, e soprattutto se si va in concorso, quel non-so-che di trasandato non ricorda Johnny Depp ne “i pirati dei caraibi”, anzi, l’effetto che si ottiene è quello di farlo assomigliare a Leonardo Di Caprio in “The Revenant”. Quindi? Quindi ti metto giù qualche promemoria per un grooming vincente nel migliore dei casi, per tutti gli altri casi… un grooming decente.

1) Poche ma buone: le brusche devono essere di qualità, con setole preferibilmente in materiali non sintetici, quindi in cocco, saggina, crine,  cinghiale e capretto (con buona pace degli animalisti), e devono essere sempre utilizzate pulite e asciutte, che te lo dico a fare…

2) A ognuno il suo: ogni spazzola ha la sua destinazione, quindi piccole e morbide per muso e arti (lo so che lo stai pensando, e no, non puoi usare la stessa brusca per spazzolare la testa dopo aver grattato i garretti sporchi di cacca santa), e spazzole più grandi con setole più dure per groppa e schiena.

3) Ogni spazzola ha la sua stagione: esattamente come per la frutta da mettere nella sangria, in estate utilizzerò delle brusche più morbide e delicate (il pelo è più setoso e rado), in inverno delle spazzole più grintose, a maggior ragione se il cavallo non è tosato.

4) Non usare la brusca d’altri: il motivo è molto semplice, usando la stessa spazzola/striglia il rischio è di passare da un cavallo all’altro funghi e funghetti, per dirla in modo serio “infezioni micotiche”,  facendo un vero casino.

5) Se il tuo cavallo mentre lo gratti dà segni di goduria, niente, continua finchè l’olio di gomito ti assiste.

6) Se il tuo cavallo dà segnali evidenti di fastidio e per fastidio non intendo il solletico, occhi aperti e come dicono nelle pubblicità dei medicinali: se il sintomo persiste, consultare un medico.

7) Dacci la strigliata quotidiana: strigliare quotidianamente il cavallo è una discreta rottura di scatole, ma aiuta a tenere il pelo lucido ed evitare che il sebo faccia un bel pastone col pelo morto, quindi dedica sempre qualche minuto a questa operazione tanto noiosa quanto necessaria.

8) Da capo a piedi: è il senso della bruscata, è il verso del pelo che va seguito per portare via lo sporco e nello stesso tempo per lucidare. Banalità? Forse, ma non tutti lo fanno soprattutto quando si iniziano le operazioni di grooming a 10 minuti dalla lezione.

9) “Shine bright like a diamond” cantava Rihanna, e chi siamo noi per non darle retta passando un guanto in ciniglia, o in montone, o anche solo uno straccetto inumidito sul manto del cavallo per dargli la cerata finale, come fossimo all’autolavaggio.

10) Tosatura ai lov iù: tosare il cavallo rende tutto più semplice e veloce soprattutto in inverno e in primavera quando si ha a che fare con la muta, ma se non tenete oliata e in ordine la tosatrice fate pure ciao ciao con la manina, i risultati saranno dozzinali e rischiate di restare a piedi con metà cavallo fatto e metà no.

11) Belli capelli: per coda e criniera dovrò fare uno spiegone a parte, ma ci tengo a ricordare che i nodi non vanno strattonati con la spazzola. Ripetiamolo insieme: i nodi non vanno strattonati. Se impastati di fango, vanno bagnati con acqua calda, districante, e le mani, dovete usare le dita delle mani. Ripetere l’operazione finchè i crini non sono districati come i capelli di Rapunzel. Sentitamente ringrazio.

12) Dal basso verso l’alto: ebbene sì, la coda va districata partendo dal basso. Se non volete spezzare le lunghezze dovete prima partire a spazzolare da metà coda e poi andare nella parte alta e scendere piano piano. Solo così i nodi non verranno trascinati in fondo, facendoli diventare delle robe enormi, tipo valanga sul Monte Bianco. Per la gestione dei nodi tornare al punto 11.

13) No foot, no horse: argomento noiosissimo ma molto utile, ne parleremo. Al momento mi sento solo di consigliare di non abusare di olii e grassi che molto spesso sortiscono l’effetto contrario di quello che vorremmo, ma non lesinate col nettapiedi. Pulite tutti i giorni lo zoccolo cercando di lasciare i fettoni più in ordine possibile in modo che restino sempre asciutti, come i ciapèt dei neonati.

14) Menzione d’onore per l’olio: come tira belli i piedi lui nessuno mai, quindi prima di un concorso andate giù di olio che non sbagliate.

15) Doccia mon amour: la doccia risolve tutti i problemi, inutile prendersi in giro, ma usate detergenti delicati per cavalli e non lo Svelto, che sì, costa meno, ma forse non è proprio adattissimo. Se proprio non volete spendere i money per uno shampoo per cavalli optate per il Baby Johnson, se è consigliato per i nani, andrà benissimo per l’equide. Minima spesa massima resa.

16) La spugna è un alleato da non trascurare quando fai la doccia soprattutto se grande e bella morbida, aiuta a pulire zone del cavallo quali muso e parti intime (magari usa due spugne differenti, sai com’è…)

17) Promemoria per chi va di corsa: l’acqua sempre in direzione della coda e non verso la testa che l’acqua nelle orecchie non piace a nessuno, figuriamoci ai cavalli.

18) Se dopo tutto ‘sto cinema di pulizie ti è rimasta fuori la testa perché il cavallo si dimena, prova a pulire occhi, narici e orecchie con una salviettina umidificata, magari te la cavi più facilmente.

19) Se quando pulisci il muso con la salviettina, il cavallo si inc@**a, magari non metterti davanti, ma mettiti di lato per non essere sparato nell’iperspazio con una testata.

20) Se prendi comunque una testata, sorridi e poi muori da eroe, hai fatto un ottimo lavoro, il cavallo è uno splendore!

Copyright © Grey Horse di Penacchio Diana 2022
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